Stampa

L'iPad, gli e-book e i giornali

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Gino Roncaglia
Domenica 30 Maggio 2010 21:56

Una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata nella pagina 'tecnologia' del Sole 24 Ore di domenica 30 maggio.

L’iPad è arrivato in Italia in questi giorni. Dal lancio negli Stati Uniti sono ormai passati un paio di mesi, le vendite vanno più che bene, e chi lo ha già ne sembra in genere soddisfatto o entusiasta. Dopo parecchie settimane di convivenza con un iPad acquistato negli States, credo di poter dire anch’io che non si tratta di uno di quei gadget che si comprano per moda o per curiosità e poi rimangono a impolverarsi in qualche cassetto. L’iPad è uno strumento utile.

Eppure, stranamente, anche fra chi ha già un iPad e lo usa ormai da un po’, le opinioni su quali siano le funzioni principali del nuovo nato di casa Apple divergono. È in primo luogo un lettore di e-book? Uno strumento per guardare video e navigare in rete senza l’obbligo della scrivania? Una agenda elettronica senza i limiti del display del telefonino? Un netbook ancor più piccolo e sottile?

Certo, l’iPad è un po’ tutte queste cose insieme. Ma qual è – chiedono gli scettici – la sua ‘killing application’, la funzionalità che può determinarne davvero il successo e giustificare le molte scommesse, anche da parte di altri produttori, sulla nascita di un nuovo e redditizio segmento di dispositivi dello stesso genere?

Molti guardano al mercato degli e-book. L’applicazione per leggerli si chiama iBooks e non arriva di serie con l’iPad, ma è gratuita ed è la più scaricata sull’App Store: praticamente tutti gli utenti di iPad vogliono provarla subito. Nel solo primo mese, la Apple dichiara di aver venduto più di un milione e mezzo di libri destinati ad essere letti su iPad.

L’iPad – capace di riprodurre con assoluto realismo perfino l'animazione della pagina di libro che viene sfogliata – si prepara dunque a sconfiggere a mani basse il Kindle, il lettore di e-book di casa Amazon, e in generale i lettori di e-book basati su carta elettronica?

C’è chi ne è assolutamente certo, e chi è convinto del contrario: in rete, su forum e blog, la battaglia fra i due punti di vista è in questi giorni accesissima, e ricorda un po’ le ‘guerre di religione’ che una ventina di anni fa dividevano gi utenti Mac dagli utenti PC. L’e-paper del Kindle e dei dispositivi analoghi assomiglia molto di più alla carta: non emette luce, stanca dunque meno la vista, e si legge perfettamente anche all’aperto. L’iPad, al contrario, ha uno schermo più tradizionale, e – proprio come i telefonini di ultima generazione – se si prova a usarlo all’aperto in una giornata luminosa diventa assai poco visibile. E il touch screen è ottimo per sfogliare, ma non per annotare (l'iPad è un tacquino senza penna...). D’altro canto, l’e-paper è (per ora) limitata al bianco e nero, e non consente (per ora) immagini a colori, filmati e animazioni: chi pensa che la nuova frontiera degli e-book sia l’integrazione di testo e contenuti multimediali è naturalmente più attratto dall’iPad, e tende a considerare l’e-paper come una tecnologia assai povera.

Chi ha ragione, i sostenitori dell’e-paper i o sostenitori dell’iPad? A mio avviso, paradossalmente, hanno insieme ragione e torto entrambi gli schieramenti. Hanno ragione nel notare i punti deboli dell’avversario; torto nel non vedere (o nel minimizzare) quelli del proprio dispositivo preferito. In effetti, non abbiamo ancora un lettore di e-book veramente buono: iPad e Kindle cercano di avvicinarsi all’obiettivo attraverso due strade diverse, che alla fine probabilmente convergeranno: l’e-paper si arricchirà di colori e animazioni, gli schermi dell’iPad e dei suoi simili miglioreranno ulteriormente. Ma per ora, se si tratta di leggere libri, nessuna tecnologia è pienamente soddisfacente. Il che significa che ancora per qualche anno, in attesa di una nuova generazione di lettori e-book, leggeremo qualche libro (più tradizionale) su Kindle e compagni, qualche libro (dalla ‘forma’ più innovativa) su iPad e compagni, e la maggior parte dei libri su carta.

Per l’iPad – che comunque potrà probabilmente contare su una base di dispositivi acquistati assai più ampia di quella riservata ai lettori e-book dedicati – i libri sono dunque importanti, ma non una killing application. Il vero vantaggio dell’iPad, sia rispetto ai lettori e-book sia rispetto a computer portatili e netbook, è a mio avviso altrove: nel campo dell’informazione giornalistica. Quotidiani e riviste hanno già cominciato a realizzare applicazioni per iPad che lasciano intravedere davvero un salto evolutivo. Leggere un giornale o una rivista su iPad è ormai, in molte situazioni, più comodo che leggerlo su carta, ed è assai più comodo che leggerlo sullo schermo di un computer (o consultare il relativo sito web). Come su web, è possibile integrare gli articoli con video, audio e animazioni, e garantirne l’aggiornamento continuo, ma la loro lettura non ci lega alla scrivania e all’uso della tastiera. Come su carta, è possibile una impaginazione più ‘narrativa’ e meno affollata e dispersiva. Anche perché, all’interno di un’applicazione dedicata, il rischio – e la tentazione – di fuga continua verso siti diversi è meno accentuato, e ci si può permettere una lettura assai più rilassata

Negli ultimi giorni, ho letto il giornale quasi solo su iPad, e nonostante si tratti di applicazioni di prima generazione (quella di Repubblica, ad esempio, tende spesso ad andare in crash) non ho sentito davvero alcuna nostalgia della carta. Anche perché, se il libro su carta è ergonomicamente quasi perfetto ed è destinato alla conservazione nel tempo, il giornale su carta non lo è: va acquistato apposta ogni giorno, è ingombrante, abbastanza scomodo da leggere, si scompagina facilmente, impiccia per casa, e – se non si accumula in pile fastidiose – viene buttato uno o due giorni dopo.

E un discorso in parte analogo si può fare per le riviste: basta provare le prime applicazioni disponibili per iPad in questo campo. Zinio, ad esempio, o la nuova edizione elettronica di Wired, o l'eccellente Instapaper, che impagina e rende di comoda lettura gli articoli 'lunghi' che sarebbe scomodo leggere in rete. Anche in questo caso applicazioni di prima generazione, ma già indispensabili.

Sul web, la maggior parte delle informazioni sono gratuite. Su iPad, no. Siamo disposti a pagare qualcosa in cambio di contenuti meglio organizzati e consultabili con facilità ovunque? La scommessa degli editori è che il modello possa funzionare. E – nel caso di quotidiani e riviste – penso abbiano ragione.